Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Potrebbe essere questa, la proverbiale domanda da farsi ogni volta in cui di fronte all’importanza del rapporto peso-potenza in arrampicata, si predilige la componente del peso a discapito di quella della potenza.
Meglio un uovo oggi, quindi puntare a ridurre il proprio peso per ottenere un miglioramento immediato, oppure una gallina domani, ossia porsi come obiettivo quello di mantenere il più a lungo possibile il nostro corpo in salute, riducendo gli infortuni sulle articolazioni e riuscendo a scalare per tanti anni ancora?
Un equilibrio fragile: il rapporto con il peso
È un tema estremamente delicato: quello del rapporto con il peso, tra i climbers. Lo è in generale nella nostra società, lo è forse ancora di più tra le persone sportive ma l’arrampicata, proprio per la tipologia di sforzo fisico richiesto, sottolinea ancora di più questo tema. Quante volte, tutti e tutte, ci siamo detti: ma se dimagrissi di 3 kg, in fondo avrei un massimale più alto, riuscirei a sovraccaricare quei kg esatti nell’eseguire alcuni esercizi e quindi anche a trasferire quel massimale in parete.
Vero. Scientificamente i risultati, dimagrendo, sono istantanei. Ed è proprio qui la trappola. Perché questo processo ha un limite: c’è un confine superato il quale per mantenere un determinato peso siamo costretti e costrette a limitare eccessivamente non solo l’apporto calorico ma anche quello dei nutrienti che ci servono per mantenerci in salute. E questo “effetto collaterale” non è invece istantaneo. Questo è il conto che il nostro corpo ci presenta dopo, spesso anni dopo. E ce lo presenta con disfunzioni ormonali, metaboliche, maggiore propensione a dolori cronici oppure ad infortuni.
La verità è che la maggior parte delle persone che stanno leggendo ora questo articolo probabilmente non scalano sui 9a, quindi ci siamo chiesti: ma davvero un 8a può valere il prezzo della nostra salute fisica e mentale? Davvero non esiste un modo più sano e quindi spesso più lento per raggiungere quello stesso obiettivo? Insomma: davvero non riusciamo a voler bene ai nostri corpi quel minimo che basta per almeno nutrirli e non punirli costantemente? In fondo, quello stesso corpo che stiamo detestando perché lo riteniamo incapace di scalare un determinato grado è il corpo che invece ha scalato il grado immediatamente precedente. Diamogliela una stellina, diamocela una stellina come all’asilo, di tanto in tanto.
La voce della scienza: parla la nutrizionista Alice Colombo
Del tema della nutrizione nell’arrampicata ne abbiamo parlato con la dottoressa Alice Colombo, biologa nutrizionista, con una specializzazione in biotecnologie avanzate e scienze dell’alimentazione. La dottoressa Colombo ha una prospettiva scientifica sulla situazione, oltre ad essere lei stessa una climber. Tanti dei suoi pazienti arrivano proprio dal mondo sportivo e mette subito in chiaro le cose “molti arrivano da me perché hanno problemi intestinali, hanno disfunzioni fisiche legate alla nutrizione delle quali nemmeno si accorgono finché qualcosa nel proprio corpo non smette di funzionare correttamente”.
Questo, dice lei, è dovuto soprattutto al fatto che esiste ancora adesso una concezione molto errata della nutrizione corretta, una scarsa cultura ed educazione alimentare: “basti pensare alla dieta mediterranea, teorizzata negli anni ’50 dal fisiologo americano Ancel Keys che aveva notato un’importante correlazione tra la dieta dei popoli della zona mediterranea e una minore incidenza di malattie cardiovascolari. Questa dieta però non corrisponde quasi per niente a quella che oggi consideriamo la dieta mediterranea: negli anni ’50 la dieta delle popolazioni mediterranea prevedeva poco consumo di carne, molti legumi e grazie al clima favorevole moltissime fonti vegetali. Oggi pensiamo che nella dieta mediterranea rientrino le lasagne ogni giorno, purtroppo non è vero, ci possono rientrare ma molto meno rispetto a quello che si fa oggi.”




Quali sono però gli effetti di una nutrizione errata? La dottoressa Colombo ci spiega che “una massa grassa ridotta per un periodo protratto di tempo può causare un malfunzionamento delle funzioni fisiologiche. Il nostro corpo è composto da “mattoncini” che se vengono erosi e non sono costruiti bene ci portano per esempio a disfunzioni ormonali, alla demineralizzazione ossea e quindi per esempio ad un aumento delle lesioni”
Ne soffrono di più le donne o gli uomini? “Ne soffrono entrambi i gruppi con l’importante differenza che le donne hanno fisiologicamente una maggiore massa grassa. Se il corpo delle donne scende sotto la soglia minima del 10%-14% di massa grassa si hanno delle disfunzioni quasi immediate sull’appartato endocrino, si può verificare l’amenorrea, mentre il corpo degli uomini riesce a funzionare con una massa grassa inferiore. Un corpo maschile in salute può avere circa il 10% di massa grassa, mentre la stessa percentuale per le donne risulta già troppo ridotta. Quello che però è quasi più pericoloso è che un corpo maschile con una massa grassa prossima al 3%-4% dà meno segnali evidenti. Questo però non significa che i sintomi latenti non ci siano e che alle funzioni ormonali e al sistema muscolo-scheletrico non manchino alcuni dei famosi mattoncini. Solo che si vede meno.”
Come dobbiamo mangiare è una domanda che per fortuna molti climber e persone atlete si stanno ponendo da tempo.
La dottoressa Colombo ci spiega che “l’arrampicata è un’attività prevalentemente anaerobica per la quale serve zucchero, glucosio. Questo quando stiamo arrampicando su monotiri in falesia, diversamente se invece siamo impegnati in vie lunghe o in attività aerobiche quello che viene usato sono i grassi. La fissazione delle proteine è una moda, in fase di allenamento o di attività fisica abbiamo bisogno delle proteine solamente nel momento del recupero ma sempre in associazione a carboidrati con un rapporto tra carboidrati e proteine di 4:1, nel pre-attività e durante abbiamo bisogno di zuccheri, le proteine non servono.”
L’elefante nella stanza: quanto vale un grado?
Il tema del peso nell’arrampicata è l’elefante nella stanza di cui tutti sanno ma ancora pochi hanno la forza di parlarne: essere leggeri è un vantaggio ma a quale prezzo? Chiudere un tiro è davvero abbastanza, se quello che paghiamo per farlo è non essere felici, non essere poi nemmeno soddisfatti e soddisfatte del corpo che abitiamo che quel tiro lo ha chiuso?
Eppure è possibile guardare ai nostri corpi come a quelle case che abitiamo che nonostante la deprivazione calorica riescono a funzionare ancora, che per quanto possibile restano in equilibrio anche quando noi non glielo permettiamo. È possibile pensare ai nostri corpi come a strumenti che non sono validi solo se abbastanza magri, abbastanza muscolosi, abbastanza alti, ma il cui valore sta soprattutto nell’essere un mezzo che abbiamo per essere felici.
È il nostro corpo a sentire il caldo e il freddo, è il nostro corpo ad alzarsi e fare gli avvicinamenti, a sentire la roccia sotto le dita, a percepire l’umidità nell’aria, è il nostro corpo a muoversi sulla roccia, a ricevere gli abbracci sia quando falliamo sia quando riusciamo su un tiro, è il nostro corpo a portarci là fuori tutte le volte. A fare la strada, a portare lo zaino, a permetterci in parte di fare ciò che ci rende felici. Davvero si merita solo 1.000 calorie al giorno?
Affidarsi a chi se ne intende (e mangiare l’uovo di cioccolato)
Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Meglio ottenere un risultato immediato e facile oggi oppure affidarsi a persone professioniste come la dottoressa Alice Colombo (la trovate su IG come @alice_salutenutrizione)?
Avere fiducia nei processi, riuscire davvero a vedere oltre il singolo obiettivo e pensarsi ancora sani e capaci di fare quello che amiamo anche tra dieci, vent’anni. L’unico uovo che forse è meglio avere oggi è quello di cioccolato a Pasqua che, giusto per fugare ogni dubbio, sì, potete mangiare. E no, non perderete il grado, garantito.
Consigliamo la visione del documentario “Light” sul tema del peso nell’arrampicata:
Per approfondire questi temi in modo pratico e consapevole, all’interno della nostra app 4Climbers abbiamo creato un corso completo dedicato all’alimentazione per chi arrampica. Abbiamo raccolto una serie di video-lezioni per aiutarti a costruire un rapporto più sano e informato con il cibo, senza rinunciare alla performance e – soprattutto – al benessere.
Perché nutrirsi bene non è un dettaglio: è parte integrante dell’allenamento.
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