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Dentro un corpo che cambia: Federica Mingolla tra gravidanza e alpinismo

donna arrampicata corda tetto

“Come stai?” le chiedo. 

Federica Mingolla, dall’altra parte della telefonata, mi risponde sincera e genuina come sempre “Stanca, ma meno del primo trimestre.” 

Ormai è quasi al quinto mese di gravidanza e non credo che abbia bisogno di presentazioni, a meno che non abitiate nel Burundi oppure siete capitati su questi lidi non volontariamente, mentre stavate in realtà googlando “Chi è Alex Honnold?” oppure “l’arrampicata si fa a mani nude?”. 

Una delle alpiniste più forti del panorama nazionale sicuramente, ma pure internazionale e una delle (poche) guide alpine donne in Italia ha da poco annunciato di star affrontando la sua prima gravidanza. Quale occasione migliore di questa per farci raccontare da una donna con un livello altissimo, com’è essere incinte e scalare? 

“Ora sono nel secondo trimestre, per fortuna il primo è andato bene, non ho avuto nausee né complicazioni, però ero stanchissima, nonostante il volume della pancia non fosse ancora nemmeno visibile, avrei dormito ore e ore, mi sono proprio accorta di essere incinta e che esserlo non è solo una questione di peso, di volume, ma proprio di cambiamenti ormonali enormi.” 

La stanchezza durante la gravidanza è uno dei sintomi più diffusi, moltissime donne sperimentano questa condizione fisiologica, dovuta anche al fatto che i battiti cardiaci aumentano notevolmente e il corpo, anche a riposo, affronta un generalizzato senso di affaticamento. 

“Ti stai allenando?” 

“Sì, ma ho cambiato il modo, cercando di ascoltare il mio corpo. Non sto più facendo allenamenti di forza perché non avrebbe senso farli ora, non posso fare sforzi massimali e durante la gravidanza l’aumento di progesterone è determinante: è fondamentale per il benessere della bambina, ma il progesterone è lo stesso ormone che ci fa sentire più stanche, non avrebbe senso ora fare sessioni di forza. Mi alleno quindi senza lavorare sulla forza.” 

Il progesterone è l’ormone che viene rilasciato per preparare l’utero alla gravidanza, nel ciclo ormonale femminile il suo livello aumenta in concomitanza con il 14esimo giorno, nei giorni in cui la fertilità è maggiore ed è quindi più probabile che ci sia una gravidanza. Rimane a livelli alti durante la seconda metà del ciclo, per poi riabbassarsi notevolmente prima dell’arrivo delle mestruazioni, quando, nel caso in cui non sia avvenuta una fecondazione, l’utero e l’endometrio si preparano per le mestruazioni e per ricominciare da capo. 

Ogni mese, per decine di anni. Ogni mese le donne hanno fluttuazioni ormonali enormi. Saperli e considerarli è fondamentale per la riuscita di qualsiasi piano di allenamento e per, semplicemente, conoscere il proprio corpo e come funziona. 

“Ci sono esercizi che stai evitando?”

“Evito tutto quello che implica una forte contrazione, schiacciare la bambina non va bene. Soprattutto evito di fare gli addominali di tipo “crunch”, non posso contrarre l’addome retto, è pericoloso in gravidanza. L’addome retto in gravidanza si dilata proprio, si distanza creando un’evidente spaccatura che si chiama diastasi, contrarre quei muscoli significa comprimere la bambina. Basta semplicemente fare altri addominali, faccio plank, laterali che vanno benissimo, ovviamente evito anche di arrampicare in forte strapiombo, perché coinvolge sempre l’addome retto.” 

Ogni donna affronta la gravidanza con un background suo: se fino al giorno prima non hai mai corso 5 km, probabilmente iniziare a farlo in gravidanza non è una buona idea, ma se fino al giorno prima hai fatto le maratone, probabilmente in gravidanza il tuo corpo sarà in grado di correre per 5 km e anche di più a ritmo meno intenso. Questo per dire che non esiste una ricetta e un “giusto o sbagliato” assoluto, la gravidanza è qualcosa di estremamente soggettivo e ha a che fare con il corpo della futura madre e con le condizioni della gravidanza stessa. Considerando il proprio livello di allenamento precedente la gravidanza, molto probabilmente il proprio corpo riuscirà a tollerare carichi che sono percepiti come “blandi”. A questo va assolutamente aggiunto il fattore “come sta il bambino o la bambina”, perché non bisogna dimenticare che ci sono condizioni che rendono le gravidanze più o meno complesse. 

“Ma stai anche scalando?”

“Sì, per ora sto ancora scalando da prima, faccio gradi che percepisco come confortevoli per me, sto scalando sul 7a/7b ma appena sento che potrei essere in difficoltà mi fermo, voglio evitare di cadere perché i traumi possono causare un distacco della placenta. Per ora riesco ancora a scalare da prima stando molto sotto il mio grado massimo, credo che nei prossimi mesi ci sarà anche un tema di ingombro della pancia e a quel punto scalerò da seconda senza problemi. Ho più paura a sciare, perché cadere sciando spesso succede ad alte velocità e si rischia di rotolare. Poi a sciare mi spaventano gli altri, l’idea che qualcuno possa arrivarmi addosso non la voglio nemmeno considerare.”

“Ma stai anche lavorando o sbaglio?” 

“Sì, ma sto portando avanti i clienti miei più affezionati, persone che conosco e che so già come gestire. Soprattutto so come gestire me stessa con loro. Sto facendo solo salite per me semplici, ma mi serve perché non voglio essere solo madre, io voglio rimanere anche Federica, voglio continuare ad essere me stessa, a coltivare la mia personalità. Con i clienti sono molto attenta anche a salire in quota, in gravidanza bisogna monitorare bene l’ematocrito e serve un acclimatamento più importante. Non posso più pensare di partire da Torino magari e andare sul Bianco, devo fare un giorno ad una quota intermedia salendo, i polmoni durante la gravidanza vengono compressi dall’utero e il diaframma lavora peggio, ne risente tutta l’ossigenazione, quindi bisogna considerarlo ogni volta.” 

Federica ha il termine ad aprile, quindi ci siamo salutate dicendoci che poi ci saremmo risentite durante i mesi estivi, per parlare con lei anche del post-parto e dei primi mesi di recupero. Ma intanto mi ha detto che ha venduto il suo storico e amato vecchio furgone camperizzato “2 posti, io e l’altra persona di cordata, era casa mia, fatto a mia misura”. Lei e il compagno hanno comprato un furgone nuovo, 5 posti, con il letto per la bambina. Anche questo direi a sua misura, però, come tutti e tutte, una misura nuova perché cambiare fa parte della vita e bisogna sapersi adattare. 

Non vedo l’ora di vederla allenarsi, con vicino una piccola bambina che si rotola sul materasso del pannello. D’altronde: è così che nascono le campionesse, raise them young come dicono gli anglofoni! Una futura generazione di persone che a 14 anni scaleranno a vista i nostri progetti lavorati per mesi! Ma posso dire? Che bello!

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