Coaching arrampicata personalizzato: come funziona davvero
Ma voi un 1 settembre così tanto 1 settembre che casca pure di lunedì l’avete mai visto? Vogliamo renderci conto di quanti buoni propositi questo lunedì è stato caricato, poraccio? Con quante ottime intenzioni siamo partiti in questo nuovo anno scolastico, coronate da queste ironiche casualità che un po’ ci annoiano ma un po’, diciamocelo, ci solleticano dandoci quello sprint iniziale.
Ecco: anche meno! Perché se dalle vacanze estive ci dobbiamo rientrare con questo carico da 90 attaccato all’imbrago, ossia che d’ora in poi ci alleniamo e quest’anno sicuramente quel grado lo facciamo e al tuo ex questa volta non gli scrivi e da domani dieta, davvero: anche meno.
Anche meno perché non siamo macchine, siamo persone. E questa narrativa che c’è un punto di inizio, quasi di “ripresa”, come se ci fossimo arenati e tutto quello che è meno, quasi non esiste proprio, a voi non ha un po’ stancato? Perché a noi invece sì.
Una ripresa significa non riconoscere un percorso che non può mai essere fatto solo di alti, ma che inevitabilmente è quello che dice la parola: un percorso, che ha alti, bassi, gira a destra e a sinistra.
Rallentare e poi accelerare non sono un merito o un demerito: sono IL percorso. E infatti è di percorsi che volevamo parlare, quando abbiamo pensato al nostro programma di Coaching 1:1.
Di percorsi, non di storie che iniziano da zero, il 1 di settembre di lunedì.
Che cos’è?
È un programma al quale abbiamo lavorato molto. Anzi, moltissimo. È un programma a 360 gradi di allenamento specifico per l’arrampicata (che include l’aspetto psicologico, la mobilità e non solo gli esercizi al trave) nel quale le persone avranno un Trainer a loro disposizione e un programma
studiato appositamente per le loro esigenze.
Si ma cosa offre, nel dettaglio?
Intanto vi offre la possibilità di un colloquio iniziale, gratuito e senza impegno, nel quale parlerete con noi direttamente e ci racconterete il vostro percorso, la vostra storia: da quanto scalate, perché lo fate, quando e se vi siete infortunati, quanti anni avete, quante ore al giorno per allenarvi e tanti altri dettagli. Ci facciamo una birretta e una chiacchiera insieme. In questa chiacchiera parliamo di quali sono i vostri obiettivi adesso, di dove volete arrivare e quale strada volete percorrere per arrivarci.
Poi noi ci pensiamo su, ne parliamo con i nostri Trainer, persone esperte di arrampicata e di allenamento che abbiamo selezionato con non poca fatica. Loro sono le vostre guide, sono coloro ai quali vi indirizzeremo sulla base delle vostre specifiche necessità.
I coach che ruolo hanno quindi, cosa offrono?
Dopo il colloquio iniziale verrete indirizzati ad un coach del quale avrete nome, cognome, numero di targa della macchina nel caso non riusciate a fare il tiro così potete andare a cercarli..ah no, questo no scusate. Però loro vi forniranno un piano di allenamento che dura minimo 3 mesi; dopo attente
analisi ci è sembrato il tempo più adeguato per capire come ogni persona reagisce ad un protocollo di allenamento, per permettere sia ai coach sia a voi di vedere i risultati, i tempi di recupero, eventuali cali di motivazione e di resa. Per riuscire a modulare il piano di allenamento sulla base della risposta specifica di ciascuna persona.
Cosa significa 1:1?
Significa che il numero della loro targa non ve lo diamo, ovviamente, però vi diamo invece il numero di telefono dei vostri coach, così che possiate scrivere loro ogni volta che avete dubbi su come eseguire un esercizio, ogni volta in cui eventualmente dovessero insorgere dolori, per aggiustare il tiro strada facendo sulla base di eventuali cambiamenti vostri di vita. Poi, una volta al mese, avrete un colloquio più approfondito con il coach per vedere insieme gli obiettivi, capire cosa sta andando bene e correggere invece ciò che non sembra funzionare.
Mi serve?
Molto probabilmente, se stai leggendo questo articolo..sì. E non perché lo offriamo noi. Ma ti serve se l’approccio che hai all’arrampicata è quello sportivo, se quindi vuoi migliorare non solo le tue prestazioni ma vuoi anche imparare a farlo evitando infortuni, imparando a gestire gli allenamenti,
riuscendo a portare avanti nel tempo la tua passione in modo costruttivo e non distruttivo sia fisicamente sia psicologicamente.
Perché?
Perché se non c’è un lunedì più lunedì di uno che cade il 1 di settembre, è anche vero che non abbiamo tutti e tutte né la stessa età, né lo stesso tempo a disposizione, né la stessa storia e background di allenamento.
Quindi non possiamo avere né gli stessi piani di allenamento né gli stessi obiettivi: più che iniziare per una sorta di rituale collettivo che ci vuole per l’ennesima volta produttivi a priori, forse ha senso continuare da dove si è arrivati, creare un percorso personalizzato che consideri tutti gli aspetti della propria vita (lavoro, tempo, energie…) e che ci accompagni in modo gentile verso i nostri obiettivi. Non qualcosa di standardizzato, un imperativo a raggiungere l’Obiettivo con la O maiuscola (ma qual è poi ‘sto obiettivo, è uguale per tutte le persone?) mancato il quale siamo inevitabilmente un fallimento, ad occhio e croce attorno al 23 di settembre.
E poi, perché no? Dura tre mesi, poi potete decidere se proseguire o meno. Tre mesi è da qui a Natale, è un attimo che spariscono le creme solari, compaiono le zucche, spariscono quelle ed è già tutto un luci e lucine! È un lasso di tempo breve, ma sufficiente. Insomma, ora è ancora troppo presto
per mettere All I want for Christmas is you sotto la doccia ma comunque un pensierino su dove andare a scalare durante le vacanze invernali si può già iniziare a fare.
E magari provare ad arrivarci con una base di allenamento migliore non sarebbe poi male no? Altrimenti a gennaio ci ritroviamo qui, punto e a capo, a pensare che questa volta, giuro, questa volta mi alleno bene! Tanto vale provare subito, no? Perché non esistono momenti migliori di altri per iniziare, se non quelli nei quali semplicemente si prosegue da dove si è arrivati.


