Lui si chiama Mattia Tamborino, è uno studente di economia aziendale prossimo alla laurea, ha 22 anni ed è, sostanzialmente, una cavia. Volontario e consenziente eh, sia chiaro.
Mattia è uno degli ambassador di 4climbers, è un climber non professionista che ha scelto di seguire i protocolli di allenamento forniti tramite l’app e di dare a noi la possibilità di seguire il suo percorso nel tempo per capire a nostra volta come migliorare. Questo perché, lo diciamo fin da subito: nulla è perfetto, tutto è perfettibile e per quanto non possiamo che essere felici e ringraziarvi del sostegno dimostrato nei primi mesi dal lancio dell’app, il nostro di intento è quello di progredire sempre verso il meglio. Quindi il feedback di Mattia e di chiunque voglia scriverci e raccontarci la sua esperienza sono fondamentali. Accettiamo anche critiche, non solo complimenti!
Con Mattia abbiamo iniziato a collaborare fin da subito, da settembre 2024 in concomitanza con l’uscita dell’app. Ma, ci tiene a precisare lui stesso “da settembre a novembre ho seguito i piani di allenamento un po’ meno seriamente, ora sono circa due mesi che invece sto eseguendo in modo costante un protocollo di allenamento per la forza delle dita, dopo aver fatto un assessment iniziale, prima non sapevo nemmeno quali fossero i miei massimali, diciamo che andavo molto a caso”.
Mattia scala da circa tre anni e come tutti ha iniziato scalando e basta. E come tutti pensava che in fondo scalare sarebbe bastato; per un po’ è così e forse anche dopo riuscire a trasformare l’allenamento specifico in “grado” non è automatico, questo perché non bisogna mai dimenticarsi che l’arrampicata è fatta di tre ingredienti: allenamento, tecnica e aspetto mentale. E no, tralasciarne uno non porta quasi mai ai risultati sperati.
Come tutti, scalando, Mattia è arrivato ad un tetto, per lui quel tetto è stato più o meno intorno al 6b/6b+. “Arrivavo da calisthenics” ci spiega, “cosa che mi ha permesso di avere una buona base muscolare sulla quale poter fare affidamento, ma il mio problema grosso è stato subito la forza delle dita, praticamente assente”.
Ognuno di noi ha un trascorso sportivo, eventuali infortuni pregressi, capacità più o meno sviluppate e punti deboli.
Riuscire ad individuarli è il primo punto per costruire un allenamento adeguato a noi, che vada a colmare le nostre specifiche lacune. Per questo 4climbers offre programmi integrati, che vanno dall’allenamento, alla nutrizione senza tralasciare l’aspetto psicologico: perché queste cose servono tutte.
Inoltre ogni programma di allenamento deve rispondere alle nostre esigenze di tempo e possibilità.
Un protocollo di allenamento che prevede 5 sessioni settimanali da 3 ore ciascuna, con magari un lavoro a tempo pieno è illusorio perché si ottiene molto di più essendo costanti e attenendosi ad un piano di allenamento che riusciamo realmente a seguire, invece di porsi un obiettivo fuori dalla nostra portata per poi sentirci semplicemente frustrati.
Mattia ci dice che “sto seguendo da qualche mese ormai il protocollo specifico di forza per le dita, come se fosse la Bibbia, non lo salto mai perché sono due sessioni a settimana e riesco a farle la sera, a casa.” Mattia oltre a studiare ha una p.iva e lavora come libero professionista, questa cosa gli permette una certa flessibilità negli orari. “Oltre alle due sessioni di forza che faccio da casa, cerco di andare in palestra due volte a settimana per fare sessioni specifiche di blocchi, in questo periodo ho ridotto però ad una sola volta a causa dei tanti impegni”.
Quello che vogliamo, noi di 4climbers, è offrirvi un allenamento sulla base delle risorse che avete a disposizione: attrezzi, tempo, palestre alle quali eventualmente appoggiarsi. “Per ora ho un trave un pochino rudimentale, funziona eh, però sto cercando di capire quale trave comprare per fare degli allenamenti più efficienti” ci dice lui “ma pensa -gli rispondiamo noi- che giusto giusto dieci giorni fa abbiamo pubblicato un articolo che fa una panoramica sui travi in commercio. Lo trovi sul blog!”
Bravo come allievo e atleta, ma assolutamente distratto sulle pubblicazioni di 4climbers il nostro Mattia. “Te l’avevamo detto che vi offriamo un programma completo, in cui c’è tutto quello che ti serve, cioè aspetta, no la tesi di laurea ti tocca lo stesso scrivertela da solo, non ci possiamo fare nulla”.
Mattia ha fatto un assessment test iniziale che gli ha permesso di capire bene i suoi massimali e di pianificare il suo allenamento specifico sulla base del suo livello di partenza, del tempo e dell’attrezzatura a sua disposizione. Risultato? “Per ora, dopo mesi e mesi bloccato sul 6b+, ho chiuso dei 7a/7a+, comunque mi sembra di consolidare questo grado, in queste settimane sono in sessione d’esami e non ho avuto molto modo di scalare fuori per vedere quanto e se è cambiato ancora, però aumentando i carichi lentamente sono arrivato ad allenarmi con quelli che inizialmente erano i miei massimali”.
Abbiamo chiesto a Mattia un’opinione sincera sugli esercizi che 4climbers offre. “All’inizio mi ricordo che avevo visto questo esercizio, che prevede di ripetere i propri massimali andando a cambiare il tempo di esecuzione della sospensione ma mantenendo lo stesso tempo di recupero e carico di lavoro. All’inizio mi è sembrato stupido, ho pensato con arroganza che avesse poco senso però gli ho dato una chance, insomma qualche sospensione non si rifiuta mai. Invece è geniale, praticamente l’esercizio lavora modulando il recupero ma riuscendo a consolidare il proprio massimale e questo senza il rischio di eseguirlo poi male e di conseguenza avere infortuni.”
Dietro 4climbers ci sono diverse figure: professionisti che, ognuno per la propria materia di competenza, studiano le soluzioni che poi vi proponiamo. Si tratta di fidarsi di chi riesce a vedere l’intero processo e non soltanto la singola sessione di allenamento. Perché l’obiettivo è sempre a lungo termine e bisogna innanzitutto prevenire gli infortuni e avere fiducia in questo processo.
Questa è l’esperienza di Mattia, personale. Ci teniamo a precisarlo perché lo scopo non deve mai essere paragonarsi agli altri: ognuno fa progressi che sono suoi. Allenarsi non significa solo allenarsi, ma considerare anche che ci saranno alti e bassi sempre, periodi nei quali miglioreremo in maniera più evidente e periodi nei quali la curva di miglioramento si appiattirà molto e dovremo avere pazienza. Ma soprattutto non ci si allena per essere migliori degli altri, ma migliori rispetto a se stessi, senza mai ignorare il fatto che nelle vite di tutti ci possano essere periodi in cui, in base anche ad aspetti di salute, lavorativi, o semplicemente perché è fisiologico non avere sempre la stessa motivazione, si riuscirà a dare di più o di meno. Allenarsi non deve essere una punizione, è un gesto di cura ed un tempo che dedichiamo a noi stessi e alla nostra passione.
Mattia lo trovate su IG come @onsight_tambo, se vi va di seguirlo. Noi ormai facciamo il tifo per lui che sta lavorando il suo primo 7b, se non altro perché quando lo chiude (“quando” non “se”) offre da bere e sappiamo tutti quanto sia fondamentale idratarsi adeguatamente no?
Se anche tu come Tambo vuoi cominciare a seguire un programma di allenamento strutturato, non ti resta che scaricare la nostra app e cominciare ad allenarti.


